SEI GIORNI PER SCRIVERE UN DISCO, DIECI ANNI PER NON DIMENTICARLO: AVETE RAGIONE TUTTI
Sei giorni. Tanto è bastato ai Canova per scrivere Avete ragione tutti. Sei giorni per dare forma a nove canzoni che, dieci anni dopo, continuano a risuonare nella nostra quotidianità come se il tempo non fosse mai passato.
Il 21 ottobre 2016 usciva il primo album dei Canova. Oggi, dieci anni dopo, riascoltarlo significa fare i conti con una nostalgia difficile da spiegare. Non è soltanto quella per una band che non esiste più, ma per tutto ciò che quelle canzoni si sono portate dietro: gli amori che ora non esistono più, le amicizie che sembravano destinate a durare per sempre e quella strana sensazione di avere tutta la vita davanti senza sapere bene cosa farsene.
C’è qualcosa di incredibile nel modo in cui un disco riesce a sopravvivere nelle persone che lo hanno ascoltato. Vita sociale, Brexit, Expo. Bastano pochi secondi e siamo di nuovo lì, anche se non sappiamo più indicare con precisione dove sia quel lì.
Per alcuni significa ricordare un’estate o una persona che non sentiamo da anni. Per altri, che quegli anni non li hanno vissuti, significa scoprirli attraverso un vecchio video su YouTube, guardando i Canova suonare davanti a un pubblico che conosce ogni parola e salta all’unisono.
La nostalgia, in fondo, non ha bisogno della presenza fisica per esistere. Ve lo voglio dimostrare invitandovi a guardare il live di Vita sociale all’Alcatraz.
E poi c’è Manzarek, un riferimento a Ray Manzarek, tastierista dei Doors, che trasforma un rimando musicale in una piccola porta d’accesso all’immaginario della band. Sono dettagli che forse al primo ascolto sfuggivano, ma che oggi restituiscono il ritratto di una generazione e dei suoi riferimenti.
Nel 2020, quando i Canova hanno annunciato lo scioglimento, si è chiusa una storia iniziata tra amici e cresciuta dai garage fino ai grandi palchi. Una storia d’amore, come l’hanno definita loro stessi.
E forse è proprio questo il motivo per cui Avete ragione tutti continua a farci così male: perché non racconta soltanto un periodo della nostra vita, ma ci ricorda che anche le cose più belle, quelle che sembrano appartenere per sempre al nostro presente, possono diventare ricordi.
Eppure, dieci anni non sono soltanto una distanza: possono essere anche un ritorno.
Mobrici, la voce dei Canova, che dopo la fine della band ha continuato il suo percorso musicale da solista, ha annunciato un tour speciale per celebrare l’album per intero. All’appuntamento iniziale, fissato per il 21 novembre 2026 all’Atlantico di Roma, si sono aggiunte altre due date, tra cui una a Milano. E tra le parole con cui ha accompagnato l’annuncio ce n’è una che basta a riaccendere l’immaginazione: «Ci saranno amici di una vita sul palco».
Non significa che i Canova torneranno! Non ci sono promesse da fare né reunion da dare per certe. Ma per chi ha amato quella band, anche soltanto immaginare quei volti di nuovo insieme, sotto le stesse luci, è qualcosa di commovente.
Forse il tempo non ci restituirà le persone, le estati e le versioni di noi che abbiamo lasciato indietro. Ma il prossimo novembre, per una sera, potremo almeno provare a ritrovarle.
E magari, quando partirà la prima canzone, ci sembrerà per un attimo di aver cambiato epoca. E che fuori, proprio come allora, ci sia tutta la vita ad aspettarci.
A cura di Federico Lerza
