Ariete: per tornare a casa bisogna prima imparare ad andarsene
Eppure, anche quando siamo noi a scegliere di andarcene, una parte di noi continua spesso a guardarsi indietro. Ci chiediamo se abbiamo fatto la scelta giusta, ripensiamo a quello che avremmo potuto fare diversamente e, a volte, idealizziamo proprio ciò da cui abbiamo sentito il bisogno di allontanarci. È il meccanismo della nostalgia, quella che ci fa desiderare di tornare a momenti che, per quanto possiamo ricordarli con affetto, non sono più raggiungibili nello stesso modo.
Tutti tornano a casa sembra muoversi continuamente dentro questa contraddizione. Per questo il ritorno di Ariete merita di essere letto da una prospettiva diversa, soprattutto per quello che rappresenta. Non si tratta soltanto di ritrovare un’artista che mancava da un po’ di tempo, né di capire quanto sia rimasta uguale a quella che conoscevamo prima. Si tratta proprio di ascoltare quello che succede quando qualcuno torna dopo aver avuto il tempo di cambiare lontano dagli occhi degli altri.
Alla fine del disco arriva anche Seduta n.65, il riferimento al suo percorso terapeutico, che porta l’attenzione verso l’interno e verso tutto quello che succede quando smettiamo di cercare continuamente fuori di noi le risposte a ciò che ci manca. Ariete ha raccontato di essere arrivata alla consapevolezza che la propria casa fosse lei stessa, che non significa non avere più bisogno degli altri, ma poterli lasciar andare senza sentire che con loro se ne va anche una parte irrimediabile di noi.
Forse è questo il senso più bello di Tutti tornano a casa, quello di ricordarci che non dobbiamo per forza restare dove siamo stati felici, né avere paura di allontanarci da ciò che amiamo. Ci sono distanze che servono a capire meglio cosa abbiamo vissuto, assenze che ci insegnano a guardare le cose in modo diverso e ritorni che, più che riportarci indietro, ci permettono di fare pace con quello che siamo stati.
E allora brava Ariete, perché questi anni lontani dalla musica sono serviti ad avere qualcosa di davvero importante da raccontare. Noi, nel frattempo, ci portiamo a casa un disco in cui ritrovarci un po’ tutti.
A cura di Natalia Ameduri
